06 gen 2017

Un po' di storia della musica pop-rock tedesca. 2: Deutschrock

Con Ihre Kinder, Ton Stein Scherben (= "argilla, pietra, frantumi"), Kafka K. e altri gruppi, il rock in Germania si politicizza. 





Poi sopravviene Udo Lindberg che canta un tedesco "strascicando le sillabe" e crea una nuova forma di poesia in forma di rock. Ben presto, il Deutschrock, che si pone a metà strada tra il cantautorato impegnato e il Krautrock, si plasma in una musica più accessibile a tutti e decisamente commerciale. Nascerà così la NDW, Neue Deutsche Welle, una forma di canzone sì di protesta ma non più tanto politicizzata, che vede nella band Ideal e nella cantante Nena le sue vette forse più significative.






Il gruppo Spliff, con la canzone "Carbonara" ("io voglio viaggiare in Italia, il paese dei limoni"... citazione liberamente tratta da Goethe), gioca sui cliché riguardanti la nostra terra e, in un italiano ovviamente raffazzonato, ottiene grande e duraturo successo.



Si avverte benissimo che intanto non siamo più negli Anni Settanta bensì negli Ottanta, quando ogni cosa viene banalizzata e il pubblico è spinto a divertirsi senza troppo pensare. Per fortuna ci sono complessi punk e tardo-punk che mantengono alto lo stendardo dell'impegno serio...
Nel 1988, Die Toten Hosen riescono a realizzare una gemma in forma di concept album, riprendendo immagini e temi di Arancia meccanica (il film di Stanley Kubrick, dal romanzo di Anthony Burgess) e adattandoli alla Germania odierna. In Ein kleines bisschen Horrorschau, gli "Hosen" raccontano dei disagi della gioventù, con accenni neanche troppo velati al rifiorire del nazismo.

Musicalmente e per quanto riguarda l'intelligenza dei testi, qui siamo già a livelli stratosferici rispetto alla NDW.







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