31 mar 2016

Brano del giorno: "Pigs"

... dei Pink Floyd





Raffigurata sulla copertina di Animals è la Battersea Power Station, una centrale termoelettrica costruita nel 1933 e situata a Battersea, Londra, sulla riva sud del Tamigi. È la prima di una serie di centrali a carbone installate in Inghilterra in seguito all'introduzione della rete elettrica nazionale (National Grid).

La prima parte della struttura fu costruita nel 1939, mentre la chiusura avvenne nel 1983. Da allora il complesso è in gran parte inutilizzato, con molti progetti di riutilizzo falliti. L'edificio in mattoni è il più grande d'Europa ed è notevole per le sue decorazioni interne art déco.

Nel febbraio 2012 il sito è stato messo in vendita sul mercato immobiliare attraverso impegni commerciali con l'agente immobiliare Knight Frank. Nel luglio 2013 il premier inglese David Cameron annuncia che la centrale di Battersea diventerà un centro residenziale di lusso con centinaia di appartamenti, uffici, negozi e ristoranti. Il progetto di riconversione, l'ennesimo di una lunga serie (nessuno dei quali andato a buon fine), ha un valore di 8 miliardi di sterline ed è stato finanziato dalla Malesia.




Oltre a campeggiare in tutto il suo "splendore" sulla copertina di Animals (1977), la centrale appare nel film del 1965 dei Beatles Help!, nella brochure dei testi contenuta nell'album del 1973 degli Who Quadrophenia, nei film Orwell 1984 di Michael Radford del 1984, ne I figli degli uomini di Alfonso Cuarón del 2006, nel libretto dell'album The Resistance del 2009 dei Muse, in L'Illusionista del 2010 di Sylvain Chomet e nel video del brano musicale dei Take That "The Flood" sempre del 2010.
Nel 1983 i Monty Python hanno girato qui la "Metà del film", il surreale sketch-quiz in cui si chiedeva "dov'è il pesce"; quello sketch venne inserito a metà (appunto) di Monty Python - Il senso della vita.
Nel 2010 la centrale appare nel film Tata Matilda e il grande botto: tra le ciminiere fluttua un maiale gonfiabile come sulla copertina del disco dei Pink Floyd Animals, cosa peraltro accaduta anche nel film di Cuarón (vedi su).
Ancora nel 2010 Battersea è il luogo in cui si trovano le apparecchiature di trasmissione della BBC nel film di Tom Hooper Il discorso del re. Anche alcune scene dell'episodio "Scandalo a Belgravia" della serie televisiva della BBC Sherlock sono girate alla Centrale. La centrale è anche presente nei videogiochi Dirt 2 e Dirt 3. Nel 2012 appare in un filmino, girato per la cerimonia di apertura dei 30° giochi olimpici. Compare anche in un paio di immagini di una scena del film Fast & Furious 6 del 2013. La centrale è visibile inoltre nell'epilogo del vecchio film L'astronave atomica del dottor Quatermass (The Quatermass Xperiment - 1955) ed è da questa centrale che in quel film viene presa l'energia elettrica per distruggere la creatura extraterrestre...

26 mar 2016

Brano del giorno: "A Pillow of Winds"

... dei Pink Floyd



Ero uno scricciolo quando ascoltai questo brano per la prima volta e già allora capii che la "dolcezza" acustica di "A Pillow of Winds", sulla cassetta (avevo il mangiacassette! diciamo meglio dunque: sull'album), non a caso seguiva un brano forte come "One of These Days". L'equilibrio doveva essere mantenuto, il saliscendi dei sentimenti e delle sensazioni non doveva essere sconvolto bensì curato, accarezzato...

Era il 1971, l'opera portava il titolo Meddle ed era la seconda di questa band inglese della quale si presentiva che avrebbe sfornato grandi cose.

E i Pink Floyd andarono ben oltre ogni più rosea previsione: remembering (cito non in ordine cronologico) Wish You Were Here, The Dark Side Of The Moon, Animals, Atom Heart Mother, The Wall... Un viaggio dalla psichedelia barrettiana (mi riferisco a Syd Barrett, membro della prima ora quasi subito caduto in una pazzia irrecuperabile, anche lui R.I.P. come più tardi Richard Wright, il tastierista) a un rock progressivo che sfiora quasi (e spesso le raggiunge) vette indiscutibilmente alte di musica assoluta.

12 mar 2016

R.I.P. Keith Emerson

Rimane comunque la sua musica.




Dapprima mi è venuto uno shock a pensare che si è sparato in testa... Proprio lui, che era ancora molto attivo (vedi il calendario sulla sua homepage ufficiale); poi ho letto che gli era venuta una malattia degenerativa che gli impediva di usare tutt'e dieci le dita, e allora ho capito il dramma del genio. 








Era un pioniere delle tastiere elettroniche, un vero mago del moog... e un eccellente pianista.






09 mar 2016

È morto George Martin

Ci ha lasciati a 90 anni l'uomo senza il quale non ci sarebbero stati i Beatles. La notizia è stata data da Ringo Starr su Twitter, e questa la reazione di Paul McCartney: "Il mondo ha perso una persona davvero grande, per me un secondo padre".


Sir George Henry Martin era noto al mondo come il "quinto Beatle", un soprannome guadagnato per il suo ruolo di produttore della maggior parte delle registrazioni del quartetto di Liverpool, ma anche per aver suonato pezzi strumentali in alcuni dei loro brani. Fino all'ultimo suo giorno di vita vantò una figura slanciata e dritta come una quercia. Era elegante d’una limpida sobrietà di modi e gesti, conclusa da una testa perfettamente modellata e un viso di non comune bellezza, illuminato dal delicato celeste degli occhi sorridenti.



Su Twitter, Ringo Starr, leggendario batterista dei Fab Four, ha scritto: "Dio benedica George, che riposi in pace, con amore a Judy e alla sua famiglia. Firmato: Ringo e Barbara". Poi ha postato una foto di loro cinque insieme con il commento "Grazie per tutto l'amore e la gentilezza George. Love and Peace".

George Martin iniziò a lavorare negli anni '50 alla casa discografica Parlophone, di cui dopo poco divenne direttore. La definizione di "quinto Beatle" non è affatto esagerata. Questo figlio di un carpentiere, nato nel nord di Londra nel 1926, non ha soltanto fatto decollare i Beatles verso il loro straordinario successo, ma ha continuato ad influenzare la loro carriera in modo decisivo fin dal primo album Please Please Me fino a Abbey Road passando per il psichedelico Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. E' stato uno dei primi a credere al quartetto di Liverpool e ha continuato a star loro accanto anche quando alla fine degli Anni Sessanta le carriere di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr si sono separare. Martin aveva contribuito a far raggiungere ai Beatles il successo globale, in qualità di capo della casa discografica Parlophone, dopo aver sentito la loro cassetta demo nel 1962.



In un'intervista in cui parlava della scomparsa di George Harrison, dichiarò: ''E' stato uno choc, tutti sappiamo di essere sulla terra per poco ma non siamo mai preparati alla morte'.

In 50 anni di carriera, sir George ha prodotto le canzoni dei Beatles e oltre 700 dischi di successo. Fra gli altri artisti da lui prodotti anche Gerry and the Pacemakers, Shirley Bassey e Cilla Black.

Thank you for all your love and kindness George peace and love xx😎✌️🌟💖

Il primo ministro britannico David Cameron ha definito George Martin "un gigante della musica" e il figlio di John Lennon, Sean, postando una foto del produttore su Instagram ha scritto: "Riposa in pace George. Sono talmente distrutto da non avere parole".



Per la sua immensa carriera il produttore ha ottenuto sei Grammy ed è stato più volte decorato dalla Regina Elisabetta con il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico e Knight Bachelor. Nel 1999 il suo nome è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Verso la fine della sua vita è diventato vicepresidente di un'associazione che fa ricerca sulla sordità.



05 mar 2016

Brano del giorno: "Free Falling"

... di Tom Petty & The Heartbreakers


Il video di Tom Petty è alquanto "californiano" ma la canzone racconta (ovviamente!) molto di più di una ragazza della borghesia americana "depredata" da un bad boy che sta nell'ombra ad aspettare che lei abbia un momento debole...




John Mayer ne ha dato una sua versione dal vivo. Eccola, con il testo della canzone in impressione:




E questa è la cover, alquanto eterea, che ne fa la bella attrice e cantautrice (anche lei) americana Kelley Jakle:





" Free Falling "
          (Tom Petty)

She's a good girl, loves her mam a
Loves Jesus and America too
She's a good girl, crazy 'bout Elvis
Loves horses and her boyfriend too

It's a long day living in Reseda
There's a freeway running through the yard
And I'm a bad boy cause I don't even miss her
I'm a bad boy for breaking her heart

refrain:
And I'm free, free falling
Yeah I'm free, free falling

All the vampires walking through the valley
Move west down Ventura Boulevard
And all the bad boys are standing in the shadows
A ll the good girls are home with broken hearts

refrain
Free falling, now I'm free falling, now I'm
Free falling, now I'm free falling, now I'm

I wanna glide down over Mulholland
I wanna write her name in the sky
Gonna free fall out into nothing
Gonna leave this world for a while


refrain

...*** 


Per finire, la splendida e di sicuro assai sentita versione di Casey McCauley, cantautrice di Princeton, Illinois. Notare l'ottimo lavoro alla chitarra: