21 giu 2014

JJ Cale e Leon Russell live - 1979

Registrato a Los Angeles ai Paradise Studios di Leon Russell  

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J J Cale --- Vocals & Guitar
Ambrose Campbell --- Congas
Bill Boatman --- Guitar & Bass
Christine Lakeland --- Acoustic & Electric Guitar, Harmonica, Cabaza & Backing Vocals
Jimmy Karstein --- Drums
Larry Bell --- Piano & Vocals
Marty Green --- Saxophone
Nick Rather --- Bass
Pat "Taco" Ryan --- Saxophone
Shamsi Sarumi --- Percussion
Leon Russell --- Hammond B3 Organ & Vocals






SET LIST:

1. "T-Bone Shuffle"
2. "Nowhere To Run"
3. "Cocaine"
4. "Ten Easy Lessons"
5. "Sensitive Kind"
6. "Hands Off Her"
7. "Lou-Easy-Ann"
8. "Going Down"
9. "Corine Corina"
10. "Roll On"
11. "No Sweat"
12. "Crazy Mama"
13. "Fate Of A Fool"
14. "Boilin' Pot"
15. "After Midnight"
16. "T-Bone Shuffle"
17. "T-Bone Backwards"
18. "Same Ole Blues"
19. "Don't Cry Sister"
20. "Set Your Soul Free (Tell Me Who You Are)"
21. "24 Hours A Day"


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JJ Cale

Il suo vero nome era John Weldon Cale. Nato a Oklahoma City il 5 dic. 1938, è morto il 27 luglio 2013 in un ospedale di La Jolla, California, a seguito di un infarto.
J.J. Cale era un trovatore dalla voce morbida che traduceva in suoni le semplici e poetiche immagini della strada.
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Leon Russell

Leon Russell è pianista, cantante, compositore e session man americano. Cominciò a studiare e fare musica giovanissimo. Già negli anni Cinquanta e Sessanta collaborò con stelle della grandezza di Herb Alpert, Jerry Lee Lewis, i Rolling Stones e Barbra Streisand. Nel 1970 debuttò con un proprio album (Leon Russell) stampato dalla propria etichetta, la Shelter Records. Da allora ha inciso oltre 20 dischi e continua a lavorare anche come produttore e session player.



09 giu 2014

Addio a Bambi Fossati

.. il "Jimi Hendrix italiano"



C'era un ragazzo che come noi
amava i Beatles e i Rolling Stones...

La biografia su Wikipedia del formidabile chitarrista genovese è abbastanza completa: clicca qui.

A Piero Niccolò Fossati, in arte "Bambi", Riccardo Storti dedica un commovente, autentico necrologio:
"Quel ragazzo di Oregina" (<<------ clicca sul link per leggere l'articolo)



 



R.I.P. Bambi Fossati, singer and guitarist of Garybaldi.





06 giu 2014

Max Roach



Tra i più grandi batteristi in assoluto. Nel video soprastante, col suo quintetto* comprendente la cantante Abby Lincoln. Il brano è il "Triptyc" ("Prayer / Protest / Peace") (1964).

 *) Abbey Lincoln (la moglie di Max) - Vocals
     Clifford Jordan - Tenor Saxophone
     Coleridge Perkinson - Piano
     Eddie Khan - Bass
     Max Roach - Drums

Pioniere del bebop e idolo di molti batteristi, Max Roach nacque nel 1924 a New Land, North Carolina. Crebbe a Brooklyn, dove imparò anche a suonare il piano (ma già a 10 anni passò alla batteria), e frequentò la Manhattan School of Music. Lavorò con Coleman Hawkins, Dizzie Gillespie, Stan Getz, Charlie Parker, Clifford Brown. Fu anche un compositore e docente di Musica all'Università del Massachusetts.
Percussionista virtuoso (suonavaa  velocità trepitosa), i suoi 'soli' e accompagnamenti arricchiscono numerosi dischi che vengono considerati pietre miliari del jazz, e del bebop in particolare.
Nel 1952 aiutò Charlie Mingus a fondare la Debut Records.

 La prima tappa "storica" della sua vita risale al 1942, quando, in quel di Harlem, suonò con Charlie Parker, contribuendo dunque alla nascita del bebop (secondo soltanto a un altro celebre batterista: Kenny Clarke, che era però di dieci anni più anziano di lui). Max Roach e Charlie Parker scesero poi verso Manhattan Midtown, esibendosi nei club della 52sima strada. Lì Roach poté collaborare con un altro grande innovatore del jazz: il trombettista Dizzie Gillepsie. E, nelle registrazioni delle sessions Birth of the Cool (1949-50) di Miles Davis, è ancora la sua batteria a scandire il ritmo.
Fondò la sua prima band nel 1954, insieme al giovane virtuoso della tromba Clifford Brown. Il quintetto si specializzò in hard bop, una forma ancora più "muscolare" di bebop. Ma appena due anni dopo, un terribile incidente automobilistico mise fine ai loro successi, gettando Max Roach in un terribile sconforto. Nell'incidente morirono Brown, il pianista Richie Powell e la moglie di questi.
Roach si diede all'alcool. A farlo uscire dal tunnel furono gli altri due membri superstiti del gruppo, il sassofonista Sonny Rollins e il bassista George Morrow, che lo convinsero a riprendere pian piano a suonare. Il nuovo Max Roach's Quartet era formato da loro tre e da un sideman che cambiava di volta in volta.
Nel 1960, insieme al contrabassista Charlie Mingus (che otto anni prima aveva fondato la Debut, una delle prime etichette discografiche completamente controllate da musicisti), Max Roach organizzò a Newport (Rhode Island) un cosiddetto "festival ribelle", in concorrenza con il Newport Jazz Festival che era accusato di  trattare in modo indegno gli artisti. Nello stesso anno, lavorando insieme al paroliere e cantante Oscar Brown Jr., Roach registrò l'album We Insist! Freedom Now Suite, dedicato alla lotta per i diritti dei negri negli Stati Uniti d'America e in Africa. L'altra voce prominente cantante era quella di Abbey Lincoln, già frequente collaboratrice di Roach. (Dal 1962 al 1970, Abbey e Max furono anche marito e moglie.) 

 We Insist! ebbe una certa risonanza di pubblico, ma non piacque alla critica. Sordo a tutte le voci negative, Max Roach ci tenne ad affermare (in un'intervista a Down Beat): "Non suonerò più nulla che non sia inerente con le più importanti questioni sociali. Noi jazzisti afro-americani abbiamo dimostrato di essere senza ombra di dubbio i musicisti migliori. Ora dobbiamo usare questo nostro talento per raccontare il dramma della nostra gente e tutte le sofferenze che abbiamo patito". 

 Era evidente che voleva rompere con gli schemi: tra gli anni Settanta e Novanta arrivò a guidare un "doppio quartetto" (chiamato appunto Double Quartet), consistente nel suo gruppo - tromba, sax, basso e drums - insolitamente accompagnato da una sezione di archi (l'Uptown String Quartet, fondato da sua figlia Maxine, suonatrice di viola) e formò anche un'ensemble costituita da soli percussionisti (il M’Boom); duettò con il pianista Cecil Taylor e con un sassofonista altrettanto avanguardistico come Anthony Braxton. Si esibì senza accompagnamento (sul palco, soltanto lui e la sua batteria), scrisse musica per lavori teatrali di Sam Shepard e per balletti di Alvin Ailey e collaborò con video artists, cori gospel e giovani hip hoppers. In un'intervista del 1990 rilasciata al New Yorker Times spiegò il suo punto di vista con queste parole: "Non si può scrivere lo stesso libro due volte".
Fino al 2000 andò in tour con il suo quartetto, e anche in seguito proseguì a comporre instancabilmente. Ancora nel 2002 scrisse ed eseguì la colonna sonora di How to Draw a Bunny, un documentario sul pioniere della pop art Ray Johnson.
Max Roach morì nel 2007 lasciando cinque figli (Maxine, Ayo, Dara, Raoul e Darryl), quasi tutti musicalmente attivi.




Max Roach: Drums Unlimited (full album)

1. The Drum Also Waltzes (Max Roach)
2. Nommo (Jymie Merritt)
3. Drums Unlimited (Max Roach) 
4. St. Louis Blues (W.C. Handy) [with Roland Alexander on soprano]
5. For Big Sid (Max Roach)
6."In The Red (A Xmas Carol)" (Max Roach)

Max Roach - Drums
James Spaulding - Alto Sax
Freddie Hubbard - Trumpet
Ronnie Matthews - Piano
Jymie Merrett - Bass

03 giu 2014

Brano del giorno: "Behold, The Ziddle"

... dei Glass Hammer




The way you must find
So you stop to read the signs
Don’t be alarmed by the riddles
It’s just the language of the middle

Let the locusts fly
Let the fires rise
Pay no heed to the glaring, mischievous eyes

Silently calling
Afraid of falling
And never looking round
Uncertain backing
Clearly lacking
And drowning in the sound

See the man with the grinning face that never smiles
He’s been watching you back all the while
And thinking thoughts that are just a little sideways

Here comes the parade
In torrential rain,
Just to soothe the commoners
The possessed and insane

Their stomachs are gnawing
They’re ready for clawing
If I linger long
I’ll be butcher’s bait
In the Ziddle’s hands
Is your fate!

What a feature
This odd little creature
Whose efforts appear so vain
There’s things he can’t find
Inside of his mind
That used to make him sane

He has a three-sided dance that’s all the rage
It looks like it’s in reverse
But that’s just because
You can’t see things from his perspective

Through a wintry scene I flee
A murky hollow looms ahead of me
Down I slip and tumble
Torn and bruised I lay humble
Am I lost forevermore
In this dark world

Now I only walk the lonely way
Where all is sadness
How dearly I’d love to pray
Yet all is madness

But I’m realizing I’ve walk this road before
Could it be I’m only dreaming
And nothing more
And if this is indeed merely a nightmare
Then I’m the sole creator of the Ziddle’s lair
Thus will I end his evil world
And a sure pathway home I will unfurl

Down, down, down
That dark road I went just to see
Just to see
Down, down that dark road
I’ve ceased to be me
Yet a light I can see
It’s growing close
Searching for me
How I long to be free
Free at last!
Good morning sunshine! 



Susie Bogdanowicz

I Glass Hammer sono una formazione statunitense di prog rock sinfonico. Formatisi nel 1992, sono virtualmente un progetto dei due musicisti (multistrumentalisti) Steve Babb e Fred Schendel. La band nacque per realizzare il "concept album" Journey of the Dunadan (ispirato al personaggio di Aragorn, della saga di Tolkien Il Signore degli Anelli), e il successo fu così grande (almeno su Internet) che Babb e Schendel decisero di continuare per quella strada.  


 
Nel corso degli anni molti i musicisti che hanno collaborato con Steve Babb (voce, basso, tastiere) e Fred Schandel (voce, tastiere, chitarre, percussioni). Dal 2004 il batterista è Matt Mendians.
Il celebre baluardo degli Yes Jon Anderson ha contribuito ai backup vocals di due canzoni dell'album del 2007 Culture of Ascent. Tra gli altri cantanti che hanno partecipato ad album e concerti dei Glass Hammer: Michelle Young, Walter Moore, Carl Groves, Susie Bogdanowicz e, dulcis in fundo, Jon Davison (sì, il nuovo cantante degli Yes).

Oltre che a Tolkien, i testi della band si ispirano a C. S. Lewis, John Krakauer, alla mitologia medievale e alla prosa vittoriana. Il suono, carburato dall'Hammond, si rifà chiaramente agli Anni Settanta (ELP, Yes, Genesis, Camel...).






I membri attuali:


Steve Babb, Fred Schendel, Alan Shikoh (chitarra), Jon Davison (voce solista).



Steve Babb

  Fred Schendel

02 giu 2014

Gentle Giant - 'The Power and The Glory' (full album)




Gentle Giant: rock band britannica attiva tra il 1970 e il 1980, formata dai talentuosi fratelli Shulman e da un paio di amici. Di questo gruppo, quello che salta subito all'orecchio è la loro sofisticata ricerca compositiva, molto sperimentale anche per i canoni più audaci dell'universo progressive. 
Con l'eccezione dei batteristi Malcolm Mortimore e Martin Smith, tutti i membri dei Gentle Giant erano multistrumentalisti:

Derek Shulman (nella band dal 1970 al 1980) - voce solista, sax, flauto dolce, tastiere, basso, percussioni, ukulele elettrico
Ray Shulman  (1970-1980) - basso, tromba, violino, canto, viola, percussioni, flauto, chitarra
Kerry Minnear (1970-1980) - tastiere, voce solista (solo in studio, non dal vivo), violoncello, vibrafono, xilofono, flauto, chitarra, basso, batteria
Gary Green (1970-1980) - chitarra, mandolino, canto, flauto, basso, batteria, xilofono
John "Pugwash" Weathers (1972-1980) - batteria, percussioni, vibrafono, xilofono, canto, chitarra 

Phil Shulman (1970-1972) - voce solista, sax, tromba, clarinetto, flauto, percussioni
Martin Smith (1970-1971) - batteria, percussioni
Malcolm Mortimore (1971-1972) - batteria, percussioni


The Power & The Glory è un "concept album" uscito nel 1974 che racconta la storia di un uomo che entra in politica deciso a conquistare un certo potere allo scopo di fare del bene e di non lasciarsi corrompere come i suoi predecessori, e che invece finisce per abusare della sua posizione e diviene duque proprio come quelli prima di lui, impersonando ciò contro cui prima aveva lottato.







The Power & The Glory è l'album di oggi del Prog Bar, gruppo di Facebook dedicato al progressive rock.



Il 'Prog Bar': un viaggio memorabile alla corte minacciosa del Re Cremisi
(King Crimson), tra oceani topografici (Yes),in mezzo a giganti gentili
(Gentle Giant) e navi fantasma, teiere volanti e armadilli cingolati
(Genesis, Van der Graaf Generator, Magma, ecc.).
https://www.facebook.com/groups/119835121453081/ <---- Iscriviti anche tu!