28 ott 2012

Si è spento Hans Werner Henze


Fu probabilmente il più grande compositore della seconda metà del XX secolo

Viveva in una villa sui Colli Romani, ma per i suoi ultimi giorni il destino lo ha condotto a Dresda; un dato di fatto altamente simbolico per l'86enne Maestro dalle due anime: una tedesca, una italiana.

Henze era emigrato nel 1953 nell'amato Belpaese (per lui, luogo di unione di arte e natura) per protestare contro l'omofobia, il dogmatismo diffuso negli ambienti culturali e le ingiustizie sociali della Germania del dopoguerra. Fu sempre un solitario e un po' rifiutò l'avanguardia musicale degli Anni Cinquanta (Luigi Nono, Boulez, Stockhausen), un po' venne da essa emarginato. Entrò a far parte del Partito Comunista Italiano subito dopo essere arrivato nel nostro Paese. A Ischia abitò insieme alla poetessa austriaca Ingeborg Bachmann; la loro fu una relazione "casta", essendo Henze omosessuale dichiarato.
In politica appoggiò il socialismo di Cuba e, quando Rudi Dutschke (celebre bandiera del Sessantotto) venne ferito, lui lo accolse senza esitazione nel suo refugium a Marino. Fece campagna elettorale per il socialdemocratico Willy Brandt e la sua Nona Sinfonia, suonata in pubblico la prima volta nel 1997, è dedicata "agli eroi e martiri dell'antifascismo tedesco".




* Le opere più significative di Henze *

1951: Boulevard Solitude, dramma lirico (una variante della Manon Lescaut)
1956: König Hirsch (Il Re Cervo), opera in tre atti ispirata a una fiaba di Carlo Gozzi
1960: Der Prinz von Homburg (Il Principe di Homburg), messa in musica del dramma di Kleist
1961: Elegie für junge Liebende (Elegia per giovani amanti), opera in tre atti
1968, 1971: Das Floß der Medusa (La zattera di Medusa), oratorio
1976: We Come to the River, opera in due atti
1983: Die englische Katze (Il gatto inglese), opera in due atti
1989: Das verratene Meer (Il mare tradito), dramma ad ambientazione giapponese
2010: Gisela!, piéce di teatro musicale per cantanti, mimi, piccolo coro misto e strumenti


Come librettisti Henze si è servito tra gli altri di Ingeborg Bachmann, Wystan Hugh Auden e Hans Magnus Enzensberger. Per una delle sue ultime e più acclamate opere, ovvero L'Upupa (2000-03), ha scritto lui stesso il testo.

Tra le numerose composizioni del suo catalogo si contano anche dieci sinfonie, musica da camera, balletti, corali, sonate, ecc. Notevoli le sue Voices (1973), una raccolta di 22 canzoni (da "Los poetas cubanos ya no suerñan", su testo di Hernan Padilla, passando per Brecht, Mario Tobino e Ho Chi Minh fino a "Das Blumenfest", di Enzensberger) per mezzo soprano, tenore, 15 strumentalisti, vari impianti elettronici e 70 strumenti da tutto il mondo. Voices fa uso di frammenti radiofonici, di un discorso di John F. Kennedy e di un estratto della Seconda Sinfonia di Sibelius.

All'inizio del 2009, già 82enne, si ritrovò a doversi difendere dall'accusa di aver fatto parte della NSDAP, il partito nazionalsocialista. Era infatti saltata fuori una lista in cui comparivano il suo nome e il suo numero di appartenenza alle Camicie Brune.

Molti giganti della vita spirituale della Bundesrepublik si erano dovuti confrontare, in quel periodo, a doversi confrontare con i loro trascorsi "hitleriani": da Günter Grass a Martin Walser, da Siegfried Lenz a Walter Jens... per citare solo i più noti.
Gli studiosi stavano raccogliendo le prove che il nazismo, mentre era prossimo alla rovina finale, reclutò masse di giovani nati nel 1926/27; in alcuni casi, bastava la firma di uno dei genitori per iscrivere un giovane nei ranghi militari. Fu il caso di Henze.
Di anima sensibile, l'allora diciottenne soffriva sotto l'autoritario padre Franz, convinto nazista. E fu questi ad apporre la firma per lui.
Al contrario di tanti altri della sua generazione, che per decenni vissero con una sorta di "amnesia", Henze non negò mai il fatto di essere stato reclutato. Pur una Camicia Bruna, era, già da ragazzo, un oppositore del regime... anche se più per odio verso la figura paterna che per concreti motivi politico-ideologici. Diversamente da Grass, non manovrò mai le "Flak", l'artiglieria che avrebbe dovuto respingere le truppe Alleate e abbattere gli aerei nemici. E' documentato che gli fecero frequentare una scuola per panzer-radiografisti e che partecipò a una curiosa missione come soldato-attore per film propagandistici destinati ai cinegiornali (si fingevano vittoriose azioni di guerra sul fronte orientale). 



I lati oscuri del suo passato "bruno" sono ampiamente trattati nell'autobiografia Memoirs of an Outsider. Inoltre, a parlare a favore del compositore c'era il profondo antimilitarismo che risalta dalla sua opera così come dalla sua vita pubblica. Non solo in musica, ma anche in molti simposi, in molti convegni, Henze era intervenuto a favore della pace, della giustizia e della solidarietà tra gli uomini.



Wynton Marsalis: "Jazz in Marciac 2009" (intero)


Wynton Learson Marsalis, nato a New Orleans il 18 ottobre 1961, è uno dei più noti trombettisti contemporanei.
E' il secondo di sei figli di Ellis Marsalis (un pianista jazz). L'attitudine alla musica si mostrò prestissimo in lui; iniziò a suonare la tromba a 12 anni e a 14 già si esibiva con la New Orleans Philharmonic. Dopo queste e altre esperienze di jazz tradizionale, nel 1980 (19enne) entrò a far parte degli Art Blakey's Jazz Messengers.
Dal 1982 è attivo come docente.

Viene considerato un portavoce del polo "conservatore" del jazz; Wynton infatti rigetta gli sviluppi stilistici succedutisi dalla fine degli Anni Sessanta in poi (free jazz, fusion ecc.). Tali idee tuttavia non gli hanno impedito di partecipare all'album Epitaph di Charlie Mingus (etichettato "third stream": nodo di congiunzione tra la Nuova Musica - Neue Musik [John Cage, Stockhausen, Terry Riley e dintorni] - e il jazz moderno o modern jazz [bebop, jazz modale ecc.]) così come a Lush Life: The Music of Billy Strayhorn di Joe Henderson.

In qualità di insegnante al Lincoln Center di New York ("Our mission is to preserve our national music: jazz!"), acquistò abbastanza prestigio negli Anni Novanta.

Uno dei suoi più celebri sostenitori è il musicista e scrittore Stanley Crouch, il quale afferma che solo la musica che affonda le sue radici nello swing può chiamarsi "jazz". Una visione alquanto ristretta del genere, e difatti tale opinione viene condannata da numerose eminenze del jazz: Scott Yanow in primis, ma anche il trombettista Lester Bowie, il pianista Keith Jarrett e altri.
Al New York Times Magazine Jarrett dichiarò nel 1997: "Non ho mai sentito qualcosa suonata da Wynton che significhi veramente qualcosa! Non ha né voce né presenza. Al massimo, riesce a suonare come un talentuoso insegnante delle superiori". Per Lester Bowie, Wynton Marsalis è addirittura uno "scervellato", un "malato di mente" "intrappolato in certe sue idee venutegli quando aveva 21 anni, dopo che lo hanno pagato per farsele venire".
Wynton si è attirato persino degli insulti dopo aver detto che Miles Davis "ha tradito il jazz con il rock" e "veste come un buffone". Tra lui e Davis nacque un tragicomico battibecco che durò anni...
Pierre Sprey, presidente dell'etichetta Mapleshade Records, chiosò nel 2001: "A 21 anni Marsalis era un bravo suonatore di tromba, ma nel gruppo di Art Blakey i colleghi lo surclassavano sera dopo sera. Lui non poteva competere, ecco perché si ritirò verso acque sicure! E' un buon trombettista classico, perciò pretende che il jazz sia musica classica. Non ha nessuna idea dell'evoluzione senza fine..."


Wynton Marsalis ha collaborato a un programma televisivo sul jazz realizzato dal famoso documentarista Ken Burns, programma anch'esso criticato perché snobbava l'avant-garde. (Il film, intitolato semplicemente Jazz -2001 -, si concentra principalmente sulle figure di Duke Ellington e Louis Armstrong...)

Wynton Marsalis, che ha vinto ben nove premi Grammy e un Pulitzer per la musica, collabora dal 2012 con la CBS.
Suo fratello maggiore è il sassofonista Branford Marsalis, specializzato in cross over (Branford ha suonato, tra gli altri, con Sting).

Sito ufficiale di Wynton Marsalis

Marsalis Family Jazz Celebration

Il video sottostante mostra gli Art Blakey's Jazz Messengers in un concerto a Tokyo. Il brano è Blues March. Il trombettista a fianco di Marsalis è Terence Blanchard.



27 ott 2012

Brano del giorno: "Sympathy for the Devil"...

... dei Rolling Stones




The Rolling Stones - "Sympathy For The Devil"
(M. Jagger/K. Richards)
Primo brano di Beggars Banquet (1968)

 
Please allow me to introduce myself
I'm a man of wealth and taste
I've been around for a long, long years
Stole many a man's soul and faith

And I was 'round when Jesus Christ
Had his moment of doubt and pain
Made damn sure that Pilate
Washed his hands and sealed his fate

Pleased to meet you
Hope you guess my name
But what's puzzling you
Is the nature of my game


I stuck around St. Petersburg
When I saw it was a time for a change
Killed the czar and his ministers
Anastasia screamed in vain

I rode a tank
Held a general's rank
When the blitzkrieg raged
And the bodies stank

Pleased to meet you
Hope you guess my name, oh yeah
Ah, what's puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah
(woo woo, woo woo)

I watched with glee
While your kings and queens
Fought for ten decades
For the gods they made
(woo woo, woo woo)

I shouted out,
"Who killed the Kennedys?"
When after all
It was you and me
(who who, who who)

Let me please introduce myself
I'm a man of wealth and taste
And I laid traps for troubadours
Who get killed before they reached Bombay
(woo woo, who who)

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
(who who)
But what's puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah, get down, baby
(who who, who who)

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
But what's confusing you
Is just the nature of my game
(woo woo, who who)

Just as every cop is a criminal
And all the sinners saints
As heads is tails
Just call me Lucifer
'Cause I'm in need of some restraint
(who who, who who)

So if you meet me
Have some courtesy
Have some sympathy, and some taste
(woo woo)
Use all your well-learned politesse
Or I'll lay your soul to waste, um yeah
(woo woo, woo woo)

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, um yeah
(who who)
But what's puzzling you
Is the nature of my game, um mean it, get down
(woo woo, woo woo)

Woo, who
Oh yeah, get on down
Oh yeah
Oh yeah!
(woo woo)

Tell me baby, what's my name
Tell me honey, can ya guess my name
Tell me baby, what's my name
I tell you one time, you're to blame

Oh, who
woo, woo
Woo, who
Woo, woo
Woo, who, who
Woo, who, who
Oh, yeah

What's my name
Tell me, baby, what's my name
Tell me, sweetie, what's my name

Woo, who, who
Woo, who, who
Woo, who, who
Woo, who, who
Woo, who, who
Woo, who, who
Oh, yeah
Woo woo
Woo woo




26 ott 2012

Brano del giorno: "Hello"...

... degli Oasis. Unplugged version




"Hello" - testo della canzone originale,
prima traccia del CD (What's the Story) Morning Glory?


I don't feel as if I know you
You take up all my time
The days are long and the nights will throw you away
'cause the sun don't shine

Nobody ever mentions the weather
Can make or break your day
Nobody ever seems to remember
That life is a game we play

We live in the shadows and we had the chance and threw it away
And it's never gonna be the same
'cause the years are falling by like the rain
And it's never gonna be the same
Till the life I knew comes to my house and says
Hello

There ain't no sense in feeling lonely
I've got no faith in you
But I've got a feeling you still owe me
So wipe the shit from your shoes

Nobody ever mentions whoever
Can make or break your day
Nobody ever seems to remember
That life is a game we play

We live in the shadows and we had the chance and threw it away
And it's never gonna be the same
'cause the years are falling by like the rain
And it's never gonna be the same
Till the life I knew comes to my house and says
Hello
Hello
[It's good to be back, good to be back]

Hello
Hello
[It's good to be back, good to be back]

Hello
Hello
Hello

(guitar solo)






22 ott 2012

Brano del giorno: "Hey Jude"...

... in una cover di Tiago Rosa




Hey Jude don't make it bad
take a sad song and make it better
remember to let her into your heart
then you can start to make it better


Hey Jude don't be afraid
you were made to go out and get her
the minute you let her under your skin
then you begin to make it better


And anytime you feel the pain
hey Jude refrain

don't carry the world upon your shoulders
for well you know that's it's a fool
who plays it cool
by making his world a little colder


Hey Jude don't let me down
you have found her now go and get her
remember to let her into your heart
then you can start to make it better



So let it out and let it in
hey Jude begin
you're waiting for someone to perform with
and don't you know that it's just you
hey dude you'll do
the movement you need is on your shoulder


Hey Jude don't make it bad
take a sad song and make it better
remember to let her under your skin
then you begin to make it better
better better better better better ah



Na na na na na na na
na na na na hey jude
na na na na na na na
na na na na hey jude




Na na na na na na na
na na na na hey Jude
na na na na na na na
na na na na hey Jude



(Jude Jude Jude Jude Jude Jude)
na na na na na na na (na na na)
na na na na hey Jude
(Jude Jude Jude Jude Jude)


na na na na na na na (yea yea yea)
na na na na hey Jude

I know you can make it
dude jude you're not gonna break
take a sad song and make it better



Jude hey Jude ah
ooh Jude yea hey hey hey yea hey

21 ott 2012

John Coltrane - The best

"Wonderjazz!" a tutti. Oggi (domenica, giorno dedicato al jazz...) torniamo a Coltrane. Ben 41 minuti di magia, tratti dall'intero The Best of del 2001: una delle tante compilation di "cold train music". Un disco ovviamente non può racchiudere tutto il meglio di questo straordinario artista (la cui produzione è sterminata e costellata di gemme), ma The Best of  riesce a sintetizzare bene il Coltrane "classico":

1) My Favorite Things 0:00
2) Naima 13:54
3) Giant Steps 18:05
4) Equinox 22:52
5) Cousin Mary 31:26
6) Central Park West 37:16 




"Giant Steps", "Naima" e "Cousin Mary"- con l'apporto del pianista Tommy Flanagan e del batterista Art Taylor - cristallizzarono lo stile degli "sheets of sound" (termine coniato nel 1958 da Ira Gitler sulla rivista Down Beat per definire la svolta "improvvisazionale", unica e innovativa, di John Coltrane).
Le versioni coltraniane di brani già noti come "Summertime" (non presente in questa compilation) e "My Favorite Things" sottolineano l'abilità del musicista a fare il remake di canzoni "a propria immagine e somiglianza", per dirla con il critico Eugene Holley, Jr.. 
"Equinox" e "Central Park West" - che, come gli altri brani, sono stati registrati per la Atlantic Records -, ci fanno comprendere come mai, dal sax soprano di Coltrane, scaturì tanta influenza verso i musicisti - anche a quelli dediti a generi estranei - che vennero dopo.
 
Ammirevole è l'impegno, in termini di studio e applicazione sui ritmi e sulle tonalità, che occuparono "Trane" praticamente fino alla sua morte (1967).
 
Tale musica, per la sua magica bellezza, è patrimonio dell'umanità. Godetevela e... buona domenica.




20 ott 2012

Brano del giorno: "Here Comes the Sun"...

... A Tribute to George Harrison by Paul Simon, David Crosby and Graham Nash




Here comes the sun
doo d'n doo doo
here comes the sun

and I say, it's alright

Little darling
it's been a long cold lonely winter
little darling

it feels like years since it's been here

here comes the sun

here comes the sun
here comes the sun

and I say, it's alright

Little darling
the smiles returning to the faces
little darling

it seems like years since it's been here

here comes the sun
doo d'n doo doo
here comes the sun
and I say, it's alright

Sun sun sun here it comes
sun sun sun here it comes
sun sun sun here it comes
sun sun sun here it comes
sun sun sun here it comes


Little darling
I feel that ice is slowly melting
little darling

it seems like years since it's been clear

here comes the sun
doo d'n doo doo
here comes the sun
and I say, it's alright

Here comes the sun
doo d'n doo doo
here comes the sun

it's alright
it's alright

19 ott 2012

Brano del giorno: "The Sound of Silence"...

... di Simon & Garfunkel. Qui Paul Simon da solo: Philadelphia's Tower Theater, 1980.




Hello darkness my old friend,
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
left it's seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
still remains, within the sounds of silence

In restless dreams I walked alone,
narrow streets of cobblestone
'neath the halo of a streetlamp
I turned my collar to the cold and damp
when my eyes were stabbed by the flash of a neon light
split the night... and touched the sound of silence

And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more
people talking without speaking
people hearing without listening
people writing songs that voices never share
noone dare, disturb the sound of silence

"Fools" said I, "you do not know,
silence like a cancer grows,
hear my words that I might teach you
take my arms that I might reach you"
but my words, like silent raindrops fell...
and echoed in the well of silence

And the people bowed and prayed,
to the neon god they made
And the sign flashed out its warning
in the words that it was forming
And the sign said, "The words of the prophets
are written on the subway walls, and tenement halls"
and whisper the sounds of silence.


´

11 ott 2012

Brano del giorno: "See How The Rain Falls"...

... di Julius Lester


Lester (nato il 27 gennaio 1939) è uno scrittore specializzato in libri per l'infanzia. Per 32 anni (dal 1971 al 2003) è stato docente alla University of Massachusetts Amherst. Inoltre fa il fotografo.
Nei panni di musicista, ha registrato due album di folk music e di sue proprie canzoni.

07 ott 2012

Brano del giorno: "High Hopes"...

... Pink Floyd




Beyond the horizon of the place we lived when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the division bell had begun

Along the long road and on down to the causeway
Do they still meet there by the cut

There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before time took our dreams away
Leaving the myriad small creatures trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decay

The grass was greener
The light was brighter
With friends surrounded
The nights of wonder


Looking beyond the embers of bridges glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some inner tide

At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights of that dreamed of world

****

Encumbered forever by desire and ambition
There's a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we've been so many times

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river


Forever and ever



06 ott 2012

Brano del giorno: "Hit the Road Jack"...

... Ray Charles


 
La canzone fu registrata la prima volta nel 1960 da Percy Mayfield (che ne è l'autore) in una versione a cappella, ma fu Ray Charles a renderla popolare.
Noi italiani non avremo difficoltà a riconoscere, nel ritmo incalzante e nel fantasioso sillabismo di Ray, una delle maggiori fonti di ispirazione del nostro Celentano....
 
Su Ray Charles venne realizzato nel 2004 un film (uscito poche settimane dopo la sua morte) dal titolo Ray, magistralmente interpretato da Jamie Foxx. Qui sotto ve ne propongo il trailer in lingua originale, insieme all'esibizione di Ray Charles nel film The Blues Brothers.




 
Il testo di "Hit the Road Jack" è un dialogo fra una donna e il suo convivente, Jack appunto, il quale viene invitato a "togliersi dai piedi" e non tornare più indietro dato che è rimasto senza soldi e senza prospettive, nonostante le sue proteste e le sue promesse sul fatto che un giorno o l'altro egli sarebbe riuscito a "rimettersi in piedi".
 
 
Hit the Road, Jack
 
 
(Hit the road, Jack and don't you come back no more, no more, no more, no more)
(Hit the road, Jack and don't you come back no more)


What'd you say?

(Hit the road, Jack and don't you come back no more, no more, no more, no more)
(Hit the road, Jack and don't you come back no more)


Woo!
Woman, oh woman, don't treat me so mean
You're the meanest old woman that I've ever seen
I guess if you say so
I'd have to pack my things and go


(That's right)
(Hit the road, Jack and don't you come back no more, no more, no more, no more)
(Hit the road, Jack and don't you come back, no more)


What'd you say?

(Hit the road, Jack and don't you come back no more, no more, no more, no more)
(Hit the road, Jack and don't you come back no more)


Now baby, listen, baby, don't ya treat me this way
Cause I'll be back on my feet some day


(Don't care if you do 'cause it's understood)
(You ain't got no money you just ain't no good)


Well, I guess if you say so
I'd have to pack my things and go


(That's right)

50 anni di Beatles

Il 5 ottobre 1962 usciva il primo 45 giri dei Fab Four: "Love Me Do"


Esattamente mezzo secolo fa usciva il primo 45 giri dei Beatles, "Love Me Do" (con "PS I love you" come retro), prima pubblicazione ufficiale di un gruppo che aveva avuto il suo battesimo un paio di anni prima ad Amburgo, nella bolgia del quartiere a luci rosse della città anseatica tedesca. A un ascoltatore distratto, la canzoncina può non sembrare niente di eccezionale, ma c'è l'armonica a nobilitarla: il primo di una serie di geniali accorgimenti atti a fare del pop una forma d'arte a tutti gli effetti.
Quel debutto discografico segnò l'inizio di un incredibile viaggio musicale che avrebbe portato il quartetto formato da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr a rivoluzionare il mondo della cosiddetta musica d'intrattenimento.

Il duo di compositori "Lennon & McCartney" firmò, fra il 1962 e il 1970, in tutto circa 200 canzoni (quasi tutte rimaste scolpite nella memoria collettiva) e, insieme a Harrison e Richard Stark alias Ringo Starr, sono stati l'esempio di quello che sarebbe ben presto diventato il mondo del pop e del rock: messaggi di cambiamento, di fraternità e amore universale... sogni spesso però schiacciati dalle becere regole del business.

E' indubbio che i Beatles, più di qualsiasi altra band, segnarono un'epoca - grazie anche ai loro mentori Brian Epstein & George Martin. Ciò avvenne in meno di otto anni (la dichiarazione ufficiale dello scioglimento della band è del 10 aprile 1970): i Beatles lasciarono il segno non solo nel mondo delle note ma anche nel costume, nella moda e nella pop art. I "quattro ragazzi di Liverpool" sono ritenuti, ancor più a distanza di 50 anni, un fenomeno di comunicazione di massa. "Lennon & McCartney" divenne un marchio di fabbrica, così come la Apple, etichetta discografica fondata dai Fab Four e dal loro entourage.

Parlando di cifre, i Beatles sono gli artisti con il maggior numero di hits in assoluto: oltre un miliardo di dischi venduti (!). Nel 1965, i quattro divennero, poco più che ventenni, Baronetti dell'Ordine dell'Britannico... (Leggi altro sui Beatles qui.)


5 Beatles DVD, from "Love Me Do" to "Free As A Bird": an unavoidable, essential collection. The whole Fab Four magic story! (In italiano: http://www.amazon.it/exec/obidos/ASIN/B00006GEMA/unitcolooffra-21)


A cinque decenni dal loro traumatizzante scioglimento, la musica dei Beatles strega ancora. Indelebili le loro canzoni dalla memoria del mondo. Questo confanetto di 5 DVD contiene veramente tutto, proprio ogni singolo momento, della loro magica storia.

03 ott 2012

Brano del giorno: "Donna Donna"

Joan Baez (Recorded in concert for CBC Radio Montreal, Canada, 1969)


Il Mitchell Trio, veterani del folk pacifista e dei diritti civili, in un'esibizione del 1962


Cantata nell'originale ebraico da Nehama Hendel nel 1965


Herbert Pagani ne fece una versione italiana con il titolo "Un capretto" (Particolari sul sito: Antiwar songs / Canzoni contro la guerra)


Dal film Gie (2005), cantata da Sita


Mary Hopkin (live 1970)


Una cover della celebre versione in francese di Claude François


Una bella cover nello stile di Donovan


... e ancora la Baez (l'unica e inimitabile!) in quella che secondo me è da ritenersi l'interpretazione più riuscita in assoluto di "Donna Donna"



"Donna Donna" - la storia

Il titolo della canzone, nell'originale in yiddish, è "Dana Dana". La composizione - assai nota in svariate parti della Terra - tratta di un vitellino ("Kälbl") che sa di essere condotto al macello ma è impossibilitato a difendersi. Di contro, la rondine è padrona del proprio destino; lei simbolizza l'autonomia e l'autoresponsabilità, principi basilari della libertà. Gli ultimi due versi dell'originale dicono: "Solo coloro che posseggono ali come una rondine / Non cadranno mai nella schiavitù."
La canzone riflette la situazione degli ebrei al tempo del Terzo Reich. Composta proprio in quel drammatico periodo (per il musical Esterke, 1940-41) da Aaron Zeitlin (testo) e Shalom Secunda (musica), porta un titolo apparentemente senza significato; in realtà, la parola "Dona" (o "Dana") proviene dall'yiddish "Donaj", forma breve di Adonai, una delle denominazioni di Dio nel Vecchio Testamento.


Testo in inglese:

On a wagon bound for market
There's a calf with a mournful eye
High above him there's a swallow
Winging swiftly through the sky

How the winds are laughing
They laugh with all their might
Love and laugh the whole day through
And half the summer's night

Donna donna donna, donna
Donna donna donna, don
Donna donna donna, donna
Donna donna donna, don


Stop complaining, said the farmer
Who told you what had to be?
Why can't you have wings to fly with
Like the swallow so proud and free?

How the winds are laughing
They laugh with all their might
Love and laugh the whole day through
And half the summer's night

Donna donna donna, donna
Donna donna donna, don
Donna donna donna, donna
Donna donna donna, don


Calves are easily bound and slaughtered
Never knowing the reason why
Why can't you have wings to fly with
Like the swallow you've learned to fly?

How the winds are laughing
They laugh with all their might
Love and laugh the whole day through
And half the summer's night

Donna donna donna, donna
Donna donna donna, don
Donna donna donna, donna
Donna donna donna, don