15 lug 2012

Brano del giorno: "(Whats So Funny About) Peace Love & Understanding"...

... di Nick Lowe

(originariamente una canzone dei Brinsley Schwarz)


Nick Lowe (nato il 24 marzo 1949 a Walton-On-Thames, Inghilterra) è un cantautore, bassista e produttore musicale di grande successo. La sua carriera iniziò all'inizio degli Anni Settanta nella scena pub rock con il gruppo Brinsley Schwarz (che si sarebbe sciolto nel 1975).
Forte influenza su Lowe ebbe il cantautore americano Jim Ford. Nel 1971, Ford arrivò a Londra per incidere il suo secondo album dopo aver cantato nel primo - in parte - le gesta dei minatori del Kentucky. I Brinsley Schwarz vennero chiamati in studio ad accompagnarlo, ma fallirono nell'intento... anche perché Jim Ford era più interessato a consumare cocaina che a collaborare con altri musicisti. [Si Waronker, manager di Jim Ford, convocò poi negli Olimpic Studios un altro gruppo, la Grease Band di Joe Cocker, ma anche loro non poterono centrare l'obiettivo... Il progetto londinese di Ford saltò e i nastri di quelle sessions andarono perduti, rubati o distrutti.]
Alla fine degli Anni Settanta Nick Lowe iniziò a far parlare di sé entrando come artista "solo" nella scena New Wave britannica e producendo dischi dei Pretenders e di Elvis Costello.
Sua moglie, dal 1979 al 1985, fu la cantante Carlene Carter, figlia della moglie di Johnny Cash (per maggiori informazioni su Carlene e sulla madre June Carter Cash vedi: The Carter Family, celebre gruppo vocale country).
Nel 1992, insieme a John Hiatt, Ry Cooder e Jim Keltner, Lowe registrò un album leggendario - unico output di quella formazione passata alla storia con il nome Little Village.

Anche nel nuovo Millennio le opere di Lowe sono molto apprezzabili... e ottengono difatti il plauso della critica, immancabilmente. Al New York Times, Nick ha spiegato: "Non volevo diventare uno dei quei vecchietti che fanno sempre le stesse cose di trenta o quarant'anni prima, quando ancora erano snelli e belli...".
Con i suoi collaboratori di lunga data (Geraint Watkins alle tastiere, Steve Donnelly alla chitarra e Robert Treherne / Bobby Irwin alla batteria) Lowe continua a registrare songs che sono dirette, quasi semplici nella loro struttura, ma che non possono definirsi necessariamente pop: a volte è swing, a volte rock'n'roll o country... a tratti si ode un'eco caribica... oppure è un miscuglio di tutto ciò. E i testi sono ironici e seri nel contempo.

12 lug 2012

Rolling Stones: da 50 anni sulla breccia


I Rolling Stones compiono cinquant'anni. Il 12 luglio 1962 la band si esibiva per la prima volta dal vivo. Appena un mese prima, nel giugno del 1962, Mick Jagger, Keith Richards e Dick Taylor avevano iniziato a provare con Brian Jones e Ian Stewart: furono i germi di quella che sarebbe diventata una delle più importanti rock band al mondo.
Dunque, quel fatidico 12 luglio 1962 il gruppo esordì al Marquee di Londra a sostituzione dell'Alexis Korner Band che era stata chiamata a fare uno spettacolo per la BBC; la musica degli Stones era ispirata al blues con un'evidente influenza di "hambone" (l'hambone è chiamato anche "Diddley Beat" ed è una specialità di Bo Diddley; i ritmi scatenati di Diddley e le sue bizzarrie sul palco vennero imitati, oltre che dagli Stones, anche da Elvis Presley, The Doors, The Animals, The Who... e poi ZZ Top, Clash, Prince, Run DMC...).


Dal loro esordio al Marquee, tutti gli album delle "Pietre Rotolanti" si sono piazzati ai primi posti delle classifiche di ogni Paese, le loro canzoni incise su singles hanno trovato posto nella discoteca personale di praticamente ogni amante della musica di entrambi gli emisferi e la loro immagine ha inciso radicalmente sull'immaginario e sulla cultura popolare. Nati più o meno contemporaneamente ai Beatles, i Rolling Stones si formarono un'immagine più cattiva, più "rockettara" dei Fab Four, anche se i "Glitter Twins" (Mick Jagger e Keith Richards) erano ugualmente capaci di scrivere splendide melodie.


Per celebrare la ricorrenza del mezzo secolo, alla Somerset House Gallery di Londra si inaugura una mostra fotografica con i momenti salienti della storia della band. Un'occasione per guardarsi indietro anche per il leader del gruppo, Jagger, il quale rifiuta l'idea che agli esordi la sua band fosse così scatenata, così indemoniata come si dice.
KEITH RICHARDS 

Insieme a Mick Jagger, Keith è l'icona più nota degli Stones. Ha fama di essere un "eterno sballato" e lui stesso non ha difficoltà ad ammettere di essere il primo a stupirsi per essere ancora in vita dopo tutti i veleni di cui ha fatto uso (!). Il suo aspetto - a metà tra il corsaro e l'apache - ha ispirato ai fautori dei Pirati dei Caraibi il look di Jack Sparrow, interpretato da Johnny Depp.
Keith è negli Stones fin dal primo giorno. Ha iniziato come chitarrista ritmico, ma dopo un paio di anni lo troviamo già chitarrista solista... insieme a Brian Jones. Ascoltando alcuni dischi di allora, notiamo che Jones - che tra l'altro cominciava ad avere problemi con il resto del gruppo - passava sempre più spesso a ricoprire la funzione di polistrumentista (in "Paint It Black" suonava il sitar, in "Have You Seen Your Mother Baby, Standing in the Shadow" suonava la tromba, in "Lady Jane" il clavicembalo...).
Il riff più famoso di Keith Richards (e dei Rolling Stones) è senz'altro quello di "(I can't get no) Satisfaction", 1965. Secondo la leggenda, Keith si svegliò una notte con quelle precise note nella testa e le registrò, per poi farle ascoltare ai compagni.
Ma diverrà formalmente chitarrista solista nel 1974, dopo l'album It's Only Rock n'Roll, con l'addio al gruppo di Mick Taylor (che aveva sostituito Brian Jones alla chitarra solista nel 1969 dopo la morte di questi) e l'arrivo di Ron Wood, ingaggiato come chitarrista ritmico.
Comunque, qualsiasi chitarra avesse abbracciato, Richards è sempre stato decisivo per l'evoluzione della band, dando la sua impronta al suono degli Stones sia dal vivo che in studio. I riff più famosi, da "Satisfaction" a "Jumpin' Jack Flash", sono accreditati a lui; anche se Bill Wyman, ex bassista, una volta dichiarò che, mentre Mick e Keith componevano, egli improvvisava al basso alcuni giri, giri che a volte venivano presi "abusivamente" dai due.
Comunque, di fatto sono sempre stati soprattutto i "Glitter Twins" a comporre.


A influenzare Keith come chitarista è stato soprattutto il blues, misto al beat che andava diffondendosi negli Anni Sessanta e al rock'n'roll di Chuck Berry & Co. L'elemento "orientaleggiante" dei primi dischi dei Rolling Stones è dovuto all'interesse di Brian Jones per strumenti di certo esotici come il sitar (similmente al "Beatle" George Harrison, dunque). Con Jones nel gruppo, sarebbe di sicuro prevalsa la tendenza "sperimentale" (e il rock psichedelico tipo Pink Floyd prima maniera). Con Mick Taylor, invece, la band ebbe una svolta energetica, più "hard" ("Brown Sugar"), senza tuttavia abbandonare il blues/rock-blues che l'ha sempre contraddistinta ("You gotta move" e l'album Exile on Main Street). La chitarra acustica non è più arpeggiata come in "As Tears Go By" (canzone scritta ai suoi tempi apposta per l'astro nascente Marianne Faithful) o tagliente come in "Street Fightin' Man", ma più melodica ("Angie").
Lo stile chitarristico di Keith è alquanto grezzo: lui non si limita all'uso del plettro, ma pizzica le corde in modo abbastanza brutale (vedi "Honky Tonk Women"). Il tutto ovviamente grazie a una sicurezza, a una maestria, a una tecnica davvero invidiabili.
Il suono degli Stones e le loro apparizioni sul palco sono stati decisivi per il rock, e non poche band sono state influenzate da loro; tra queste, Aerosmith e Guns n'Roses.

Brano del giorno: "In the Cage"...

... dei Genesis

Dal concept album The Lamb Lies Down On Broadway




I got sunshine in my stomach
Like I just rocked my baby to sleep
I got sunshine in my stomach
But I can't keep me from creeping sleep
Sleep, deep in the deep

Rockface moves to press my skin
White liquids turn sour within
Turn fast - turn sour
Turn sweat - turn sour
Must tell myself that I'm not here
I'm drowning in a liquid fear
Bottled in a strong compression
My distortion shows obsession

In the cave
Get me out of this cave

If I keep self-control
I'll be safe in my soul
And the childhood belief
Brings a moment's relief
But my cynic soon returns
And the lifeboat burns
My spirit just never learns

Stalactites, stalagmites
Shut me in, look me tight
Lips are dry, throat is dry
Feel like burning, stomach churning
I'm dressed up in a white costume
Padding out left-over room
Body stretching, feel the wretching

In the cage
Get me out of the cage

In the glare of a light
I see a strange kind of sight
Of cages joined to form a star
Each person can't go very far
All tied to their things
They are netted by their strings
Free to flutter in memories of their wasted wings

Outside the cage I see my brother John
He turns his head so slowly round
I cry out "Help !" before he can be gone
And he looks at me without a sound

And I shout out "John, please help me !"
But he does not even want to try to speak
I'm helpless in my violent rage
And a silent tear of blood dribbles down his cheek
And I watch him turn again and leave the cage
My little runaway

In a trap, feel a strap
Holding still, pinned for kill
Chances narrow that I'll make it
In the cushioned straitjacket
Just like 22nd St
And they got me my neck and feet
Pressure's building, can't take more
My headache's charged, earaches roar

In this pain
Get me out of this pain

If I could change to liquid
I could fill the cracks up in the rock
But I know that I am solid
And I am my own bad luck
Outside John disappears and my cage dissolves
And without any reason my body resolves

Keep on turning
Keep on turning
Keep on turning
Keep on turning
Keep on turning
Turning around
Just spinning around
Down, down, down

07 lug 2012

Brano del giorno: "Fallen Down"...

... dei Gov't Mule


(Live at Chelsea Bridge, London, July 4th 2012)

Nel 1994 Warren Haynes creò i Gov't Mule ("governement mule") insieme all'allora bassista degli Allman Brothers, Allen Woody, e al batterista di Dickey Betts, Matt Abts.
Allen Woody morì nel 2000 e venne sostituito tre anni dopo da Andy Hess (ex Black Crowes). Poco dopo arrivò il tastierista Danny Louis e il trio si trasformò in un quartetto. Andy Hess venne sostituito al basso da Jorgen Carlsson nel 2008.
E' forte dunque la connection Allman Brothers --> Black Crowes; di conseguenza, il suono è un potente rock blues con una spiccata impronta "sudista". Ma il fatto che ai concerti partecipino ospiti di altre bands, fa sì che la musica dei Gov't Mule assuma di volta in volta sfumature diverse.
I Gov’t Mule sono stati uno dei primi gruppi a sapere sfruttare il media Internet per vendere il loro output; ogni loro numero dal vivo può essere acquistato a prezzo favorevole sulla loro homepage (vedi "Downloads" / "Mule Tracks").



Discografia

  • Gov't Mule, 1995
  • Live at Roseland Ballroom, 1996
  • Dose, 1998
  • Live… With a Little Help from Our Friends, 1998
  • Life Before Insanity, 2000
  • The Deep End, Volume 1, 2001
  • The Deep End, Volume 2, 2002
  • The Deepest End, Live in Concert, 2003
  • Deja Voodoo, 2004
  • Mo’ Voodoo (EP), 2005
  • The Best Of The Capricorn Years (& Rarities), 2006
  • High & Mighty, 2006
  • Mighty High, 2007
  • The Holy Haunted House, 2008
  • By a Thread, 2009
  • Mulennium, 2010 (registrato nel 1999)



 
 (doppio)
 (doppio)
 (triplo)


 
Dallo stesso concerto londinese di qualche giorno fa:



06 lug 2012

L'inno olimpico del Terzo Millennio: "Survival"

... dei Muse



L'inno ufficiale delle Olimpiadi di Londra è da qualche giorno online, corredato da un bel video. Le spettacolari immagini accompagnano la musica dei Muse che aprirà i giochi e farà da colonna sonora delle premiazioni.

Matt Bellamy, front man della band inglese, aveva raccontato alla stampa di aver scritto "Survival" pensando alle Olimpiadi, ma non aveva mai pensato che la canzone potesse essere veramente scelta.

03 lug 2012

Brano del giorno: "Thrasher"...

... di Neil Young, da  Rust Never Sleeps




They were hiding behind hay bales,
They were planting in the full moon
They had given all they had for something new
But the light of day was on them,
They could see the thrashers coming
And the water shone like diamonds in the dew.


And I was just getting up, hit the road before it's light
Trying to catch an hour on the sun
When I saw those thrashers rolling by,
Looking more than two lanes wide
I was feelin' like my day had just begun.


Where the eagle glides ascending
There's an ancient river bending
Down the timeless gorge of changes
Where sleeplessness awaits
I searched out my companions,
Who were lost in crystal canyons
When the aimless blade of science
Slashed the pearly gates.


It was then I knew I'd had enough,
Burned my credit card for fuel
Headed out to where the pavement turns to sand


With a one-way ticket to the land of truth
And my suitcase in my hand
How I lost my friends I still don't understand.


They had the best selection,
They were poisoned with protection
There was nothing that they needed,
Nothing left to find
They were lost in rock formations
Or became park bench mutations
On the sidewalks and in the stations
They were waiting, waiting.


So I got bored and left them there,
They were just deadweight to me
Better down the road without that load
Brings back the time when I was eight or nine
I was watchin' my mama's T.V.,
It was that great Grand Canyon rescue episode.


Where the vulture glides descending
On an asphalt highway bending
Thru libraries and museums, galaxies and stars
Down the windy halls of friendship
To the rose clipped by the bullwhip
The motel of lost companions
Waits with heated pool and bar.


But me I'm not stopping there,
Got my own row left to hoe
Just another line in the field of time
When the thrashers comes, I'll be stuck in the sun
Like the dinosaurs in shrines
But I'll know the time has come
To give what's mine.

Rust Never Sleeps, il cui CD mi porto sempre nello zaino o nella valigia e che gira più spesso di tutti gli altri nello stereo della mia auto, è tratto dall'ononimo film musicale del 1979. Metà dell'opera è acustica, l'altra metà elettrica. Rust Never Sleeps si apre con la tranquilla pur se trascinante "My My, Hey Hey (Out Of The Blue)" e si chiude con la scatenata "Hey Hey, My My (Into The Black)". In mezzo, un magnifico viaggio attraverso l'America dei sogni e dei dolori, con alcuni tra i più celebri titoli di "The Lone" (come viene chiamato Neil Young): "Thrasher", "Ride My Llama", "Pocahontas", "Sail Away", "Powderfinger" (primo brano della scaletta elettrica, con i fidi Crazy Horse), "Welfare Mothers" e "Sedan Delivery".